Figlio della Roccia

FIGLIO DELLA ROCCIA

ASOLO-PROSECCO
DOCG SUPERIORE
BRUT

Colore: paglierino con riflessi verde-giada.

Spuma: molto fine, sinuosa, cremosa e persistente

Olfatto: di tono aromatico caratteristico e tipico, immediata ed evidente l’espressione floreale di biancospino, glicine, rosa bianca, fiori di pero e acacia; ben espressa la componente fruttata che spazia dalla mela verde alla pesca. Non meno importante nell’equilibrio aromatico la presenza non invadente ma gradevolissima e duratura della componente minerale, che identifica la territorialità e la personalità di questo spumante. Una nitida percezione speziata di timo ne accentua la complessità.

Sapore: asciutto, gradevole e fresco; di giusta acidità e buon equilibrio zuccherino. La componente minerale arricchisce notevolmente la struttura dello spumante rendendolo armonico, sapido e molto persistente. Piacevolissimo il ritorno retro-olfattivo che plasma la componente fruttata, evidenziata inizialmente all’olfatto, a sentori agrumati che lentamente e piacevolmente si espandono in elegante e raffinato piacere.

Temperatura di servizio:
6 C°

Abbinamenti: spumante ideale da aperitivo, ben si accompagna ai primi piatti in genere, ottimo con risotti a base di pesce.

 

Dati di Analisi: alcool % vol.        11,5
                                  zucchero g/l          6,0
                                  estratto g/l           18,5
                                  acidità totale g/l     5,5

 

Obiettivo enologico: ottenimento di uno spumante Asolo Prosecco Superiore Docg di forte tipicità e spiccata personalità, partendo da una viticoltura molto difficile, di alta collina a forte pendenza e caratterizzata da terreni ben esposti e a gestione biologica e tutta manuale.

 

Viticoltura: a conduzione biologica.

 

Terreno: è situato ad Asolo (TV), in alta collina. E’ caratterizzato da una forte matrice rocciosa di conglomerato, con qualche banco di roccia marnosa-calcarea. Decisa la matrice calcarea sul terreno, che è poco dotato di sostanza organica, tuttavia molto drenante sia per la forte pendenza che per la bassa percentuale di argilla. Il conglomerato quasi affiorante condiziona in maniera significativa la vite ad approfondire l’apparato radicale per il reperimento dell’acqua e degli elementi vitali, costrizione che sarà significativa nell’apportare al vino aromi e sapidità determinanti.

 

Sistemazione del terreno: a ciglioni con filari coltivati a girapoggio.

 

Altitudine: collina dai 200 ai 300 metri s.l.m.

 

Esposizione: vigneti ben esposti sul versante est a forte pendenza e ottima ventilazione.

 

Clima: tipico dell’aerale temperato con ottime escursioni termiche e continua lieve brezza, estati calde ma mai afose, precipitazioni distribuite con circa 900/1200 mm annui.

 

Vitigno: glera in purezza varietale e policlonale.

 

Sistema di allevamento: cappuccina.

 

Densità di impianto: 3800 viti per ettaro.

 

Gestione del terreno: inerbimento totale e sfalcio manuale delle scarpate e sotto-fila.

 

Operazioni colturali: scelta dei germogli, spollonatura, convogliamento dei tralci e cimatura tutto manuale.

 

Vendemmia: prima decade di settembre, uva vendemmiata a mano e raccolta in casse.

 

Vinificazione: in bianco o con breve crio-macerazione in relazione all’andamento climatico dell’annata. Impiego di lieviti selezionati e fermentazione a temperatura di 17°C.

 

Conservazione: in cisterne di acciaio inox termo controllate a temperatura di 10C°.

 

Presa di spuma /spumantizzazione: con sistema in autoclave Martinotti/Charmat, rifermentazione a temperatura di 15 C ° per una durata di 60 giorni.

 

Confezionamento e stoccaggio: in magazzini termo condizionati.

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